Bari, 19 giu. (Labitalia) – “E’ l’ennesima mazzata, è a rischio l’intera siderurgia di Taranto e l’intera competitività del Paese. Non bastano più decreti legge e leggi speciali, se si è deciso di salvare l’Ilva si devono mettere i soldi e fare gli interventi. Subito, altrimenti non c’è futuro”. E’ duro il commento di Angelo Bozzetto, presidente di Confindustria Puglia, con Labitalia, alla notizia della chiusura da parte della magistratura dell’altoforno 2 dello stabilimento Ilva di Taranto.
“Quello della magistratura è un intervento legittimo -sottolinea Bozzetto- ma che mette appunto a repentaglio l’intero sistema siderurgico di Taranto con ripercussioni che hanno diverse sfaccettature. Dal ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori e le aziende che operano nell’altoforno fino all’aggravarsi di una situazione di crisi sul mercato per l’azienda stessa”. La soluzione, per Bozzetto, è una sola. “Vanno messi in campo subito risorse per realizzare gli interventi di ammodernamento degli impianti -sottolinea- dal punto di vista sia della sicurezza che dell’ambiente”.
Altrimenti, conclude Bozzetto, ad essere a rischio non è solo l’Ilva di Taranto, ma “tutto il nostro sistema siderurgico, il 30% del sistema manifatturiero che opera nella trasformazione dell’acciaio, con un aggravio dei costi e una caduta di competitività per l’intero sistema Paese”.