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Grecia: Squinzi, Grexit annullerebbe effetti positivi tassi bassi e politiche Bce

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Rho, 19 giu. – (AdnKronos) – Una eventuale uscita della Grecia dall’euro “annullerebbe” gli effetti positivi generati dall’avere “tassi bassi, costo del petrolio ridotto, euro debole e politiche espansive della Bce, come il Quantitative easing”. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, guarda alla Grexit con timore e dice che c’è “il rischio che il progetto europeo si sgretoli” senza un repentino “cambio di rotta”.
Parlando ad un convegno organizzato da Sodalitas a Expo, ‘Last call to Europe 2020’, Squinzi spiega che se la Grecia dovesse uscire davvero si “annullerebbero” gli effetti positivi generati dall’attuale congiuntura economica – dal basso costo del petrolio a Qe e Tltro – “frenando l’economia della Ue e la timida ripartenza italiana” e scatenando “una ondata di instabilità che sommergerebbe il mercato”.
Il negoziato tra la Grecia e le istituzioni internazionali, inoltre, è “l’esempio degli attuali limiti” dell’Europa perché la trattativa ha acquisito “risvolti politici e ideologici”. Se la Ue, aggiunge il numero uno degli industriali italiani, “non si occupa di crescita e occupazione rischia di alimentare le derive populiste e di instabilità”. Il piano Junker, conclude Squinzi, “va nella giusta direzione, ma è ancora insufficiente” perché ci sono dubbi sulle modalità di finanziamento e sulla sua “capacità” di attivare la spesa aggiuntiva.