(AdnKronos) – Quindi, per Fitto, “o c’è un buon accordo, un rapido e chiaro accordo, oppure il male minore è una ‘Grexit’ concordata, negoziata e gestita. Ma nessuno (né ad Atene né a Berlino o a Bruxelles) pensi di poter tenere un intero Continente appeso e sospeso, con i mercati in subbuglio, e la ripresa delle speculazioni. Quindi, in mancanza di un accordo velocissimo e convincente, una ‘Grexit’ controllata, un’uscita in qualche modo ‘gestita’ diventerebbe la via da tentare, nelle condizioni date, e dopo gli errori di Atene e di Berlino-Bruxelles”.
“Quanto all’Italia, lo ribadisco ancora una volta: dobbiamo dire no una nuova, definitiva gabbia nella quale rinchiuderci (e impoverirci). Il piano di riforma dell’Eurozona di cui si parla cancellerebbe di fatto anche gli ultimi pezzi di sovranità economica e fiscale nazionale: prima saremmo chiamati a perseverare nelle politiche miopi e autolesioniste dell’austerità, anzi a inasprirle, poi ci verrebbe concessa la tanto sospirata “solidarietà”, cioè un poco di assistenzialismo. Occorre dire no a questa prospettiva, e invece è necessario seguire Cameron sulla linea di una rinegoziazione complessiva con Bruxelles, per riscrivere regole oggi inaccettabili”, conclude.