Roma, 5 mar. (AdnKronos) – ”Certo. L’ho preso e continuerò a prenderlo. Tutte le volte che sarà necessario”. Così Matteo Renzi replica all’Espresso quando gli chiede se in Italia continuerà ad andare in giro con l’elicottero di Stato. È un’immagine molto lontana dal sindaco che prendeva il treno da solo e tuonava contro la casta? ”Volevo far vedere che un politico, un sindaco, fa una vita normale”, replica il premier che aggiunge: ”Mi muovevo in bici, andavo a correre, non avevo scorta. Ovvio che facessi Roma-Firenze in treno e con il trolley”.
”Adesso -avverte- non sono più un cittadino normale. Quando vado a dormire ho un poliziotto che mi accompagna, mi controlla e mi chiude dentro. Quando sono in albergo c’è un agente che mi piantona fuori, se vado in libreria ho persone che mi scortano. Un conto è la casta, migliaia di persone che usufruiscono di benefit che non dovrebbero avere, un altro sono i protocolli di sicurezza di una persona che fa pro tempore il capo del governo del sesto paese industriale del mondo e non può farne a meno, sempre pro tempore”.
”Quando sono arrivato a Palazzo Chigi non avevo la scorta. E -spiega- il giorno in cui avrò fnito dirò: ora non voglio più nessuno. Grazie del vostro servizio, arrivederci, lasciatemi solo. Ma finché faccio il premier la sicurezza delle istituzioni viene prima della demagogia”.