(AdnKronos) – E’ affidato al nuovo management, con un cda più snello ridotto da 9 a 7 membri, il compito di portare le Ferrovie all’appuntamento della privatizzazione. Ieri, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva assicurato tempi brevi. E così è stato. Soltanto ieri mattina si era consumata, con le dimissione del cda, l’uscita di scena dell’ad Michele Mario Elia e del presidente Marcello Messori, ai vertici del gruppo dal maggio 2014. Una gestione segnata dalle profonde divergenze sul modello di privatizzazione da attuare.
Il nome di Mazzoncini, Ad della società di trasporto su gomma Busitalia e che ha conosciuto il premier Matteo Renzi in occasione della privatizzazione dell’azienda fiorentina di tpl Ataf, era già circolato con insistenza la scorsa estate quando sembrava imminente un ribaltone al vertice della holding di Villa Patrizi. E la candidatura ha preso sempre più corpo dopo l’accelerazione impressa dal Governo la settimana scorsa per un cambio della guardia al vertice delle Fs.
E’ spuntata, invece, a sorpresa la nomina alla presidenza di Gioia Ghezzi, già consigliere di amministrazione dal maggio del 2014. Che anche la poltrona di presidente di dovesse tingere di ‘rosa’, come avvenuto ai vertici di altre grandi società pubbliche, era nell’aria. Ma, nei giorni scorsi, erano circolati anche altri nomi come quello di Simonetta Giordani, anche lei nel board delle Fs.