Roma, 25 mag. (AdnKronos) – “Continua la pesante situazione nell’aeroporto di Fiumicino, nonostante l’operazione di ‘camouflage’ con paratie di emergenza che coprono le aree bruciate e non ancora bonificate e profumini che spruzzano odore di eucalipto, l’aria è ancora irrespirabile in molte zone del terminal in cui è avvenuto l’incendio”. A denunciarlo è l’Usb, in una nota, nella quale, a 18 giorni dall’incendio al Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino, denuncia il fatto che “i lavoratori continuano ad accusare malori, anche importanti e a recarsi al pronto soccorso, risulterebbe che la quota abbia superato i quattrocento casi solo nella zona di Fiumicino”. Una situazione che richiede l’immediata apertura di un tavolo di verifica da parte del ministro delel Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio.
L’ Usb, ricorda la sigla sindacale, ha richiesto l’ esenzione di impiego nelle zone a rischio salute, ovvero adiacenti al Terminal 3 dove è avvenuto l’incendio, per tutti i lavoratori che certificano patologie respiratorie (asma bronchiale, ecc) e per i lavoratori che hanno patologie oncologiche pregresse o in corso, e alle donne in stato di gravidanza o allettamento. “Siamo venuti a conoscenza – riferisce l’Usb – che si starebbero esercitando forti pressioni su quei lavoratori che chiedono esenzione, così come che alcune società negherebbero l’uso della mascherina di protezione, nonostante non siano ancora usciti i dati ufficiali sulla salubrità dell’ambiente e la Asl abbia richiesto ancora l’uso cautelativo fino a nuovo ordine.
L’Usb, su questa questione, ha già richiesto un intervento immediato agli enti preposti.Qualora qualche lavoratore dovesse subire danno per l’impiego nelle zone a rischio non esiteremo a denunciare il fatto agli organi competenti. Per l’Usb, “nonostante le rassicurazioni espresse durante l’incontro in prefettura il 12 maggio da Enac e ADR, allo stato attuale non esista nessun coordinamento e che la situazione continui ad essere gravemente dannosa per i dipendenti impiegati anche per più giorni in quell’area”.