Roma, 7 mag. (AdnKronos) – “Fiumicino è ora un aeroporto degno di un paese avanzato”. Soltanto pochi giorni fa, Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia, la società che controlla Adr, aveva sintetizzato così, in occasione dell’assemblea degli azionisti, la svolta compiuta dall’hub romano, nell’ultimo anno, per recuperare posizioni nelle classifiche internazionali e raggiungere gli standard dei grandi aeroporti europei quali Monaco, Londra Heathrow e Amsterdam.
Un cammino, quello imboccato da Fiumicino, che è tracciato nel nuovo piano di sviluppo che punta a fare del ‘Leonardo da Vinci’ l’hub di riferimento del Mediterraneo e un polo di scambio di primaria importanza nel contesto mondiale. L’obiettivo è quello di arrivare a 50 milioni di passeggeri nel 2021 per poi raddoppiare a 100 milioni nel 2044. Massiccio il piano di investimenti che prevede quasi 12 miliardi in 30 anni. Per quest’anno, Adr ha raddoppiato le risorse che passano dai 170 miliardi del 2014 ai 350 miliardi del 2015.
E, intanto, proprio nell’ottica di uno sviluppo internazionale, per Adr, è tutta aperta la partita della possibile cessione di una quota di minoranza del capitale. Molti grandi investitori internazionali sono interessati e, tra questi, c’è il fondo sovrano di Abu Dhabi. Entro il primo semestre dell’anno, come ha detto lo stesso Castellucci, è previsto un primo chiarimento per poi completare l’operazione, se ci sono le condizioni, entro l’anno.