Roma, 21 apr. (AdnKronos) – “Sono quasi 20 anni che Confesercenti ha proposto il superamento dello scontrino fiscale, ormai reso obsoleto dalle nuove tecnologie ed inutilmente costoso per le imprese. Tra spese per registratore di cassa, rotoli, interventi tecnici e di conservazione ai fini fiscali, il vecchio scontrino arriva a costare ad un impresa fino a 2.000 euro l’anno. E costa pure all’ambiente: in media un negozio consuma ogni anno circa 200 rotolini per stampare gli scontrini, vale a dire circa 1 milione e 700 mila chilometri di carta”. Così Massimo Vivoli, da qualche giorno alla guida di Confesercenti, commenta le decisioni prese dal Cdm di oggi su fatturazione elettronica, invio telematico dei corrispettivi e scontrino digitale.
Lo scontrino fiscale, sottolinea, “è uno strumento sempre più obsoleto, che confligge con la rapidissima evoluzione dei mezzi di pagamento. Nell’era delle transazioni contactless e via smartphone, quel pezzo di carta sembra uscito dalla preistoria. Già nel 1996, Governo Prodi e ministro Visco, le associazioni delle Pmi, Confesercenti in prima linea, avevano sottoscritto un accordo che prevedeva il progressivo superamento della valenza fiscale dello scontrino e della ricevuta fiscale, collegandolo al rispetto dei singoli studi di settori. E nel 2000, avevamo strappato all’allora ministro delle Finanze Ottaviano Del Turco l’impegno di eliminarlo, poi naufragato. Speriamo che sia davvero la volta buona”.