(AdnKronos) – Il miglioramento delle performance del gruppo verranno conseguite attraverso “il rafforzamento dei settori di attività in cui il gruppo ha un solido posizionamento, tecnologie all’avanguardia, prodotti e servizi competitivi, nonché attraverso la ristrutturazione di specifici segmenti nei quali sono state avviate azioni di efficientamento e di miglioramento dell’efficacia dei processi industriali”. “Il piano – sottolinea il gruppo – è finalizzato altresì al rilancio e allo sviluppo del Gruppo, con un maggior focus sulle aree di eccellenza, anche attraverso una più efficace presenza commerciale nei mercati internazionali chiave”
Il piano industriale, che é stato elaborato sulla base del perimetro attuale, ovvero includendo il settore trasporti (con la sola eccezione del segmento autobus, deconsolidato dalla fine del 2014), ciononostante prevede importanti obiettivi di medio termine. In particolare, un incremento significativo dell’ebita dell’aerospazio, difesa e sicurezza (+20% dal 2014 al 2016) e del ros dell’A,D&S (ebita/Ricavi, +150 punti base dal 2014 al 2016); riduzione delle spese di SG&A di oltre il 10% dal 2013 al 2015, con un’incidenza sui ricavi che si riduce dal 9,3% a meno dell’8% (con ricavi previsti in moderata crescita); riduzione del capex e razionalizzazione delle spese capitalizzate di R&D di oltre il 20% dal 2013 al 2017, ribilanciando positivamente il rapporto tra ammortamenti e investimenti e dunque migliorando notevolmente la capacità di autofinanziamento del gruppo.
Tra gli altri obiettivi, Finmeccanica punta alla riduzione del capitale circolante operativo, al netto di decrescenti anticipi da clienti, superiore al 15% dal 2013 al 2017, attraverso una gestione più efficace della supply chain e delle consegne di prodotti e servizi. Conseguentemente il Gruppo prevede di generare un Free Operating Cash Flow positivo già dal 2015 e in successiva crescita negli anni. A questa si accompagnerà una riduzione dell’indebitamento, che si prevede si attesterà ad un valore inferiore ai 3,5 miliardi di euro alla fine del 2017, con conseguente miglioramento del rapporto tra debito su ebitda e debito su patrimonio netto.