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Fincantieri: Fiom, scioperi ripartiranno, la trattativa forse

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Roma, 23 sett.(AdnKronos) – Ripartono gli scioperi in Fincantieri. In questi giorni in tutti gli stabilimenti del gruppo si stanno organizzando le sedici ore di sciopero proclamate a livello nazionale dalla Fiom per sbloccare la trattativa sul contratto aziendale. La giornata ‘clou’ sarà quella del 2 ottobre quando tutti i cantieri italiani sciopereranno contemporaneamente per quattro ore. Ad annunciarlo è la Fiom, ricordando che il confronto con Fincantieri “va avanti ormai da nove mesi e sono state decine le ore di sciopero già effettuate, numerose le manifestazioni tenute davanti ai cantieri”. Ora, “non è escluso che, nell’ambito dell’agitazione in corso, si arrivi a una manifestazione nazionale di tutti i lavoratori del gruppo”.
Nel frattempo, riferisce la Fiom, Fincantieri ha convocato per martedì 29 settembre un incontro con i coordinatori di Fim, Fiom e Uilm del gruppo, per verificare se vi siano le condizioni per riprendere il confronto interrotto prima dell’estate. La Fiom “parteciperà a questo importante appuntamento confidando che l’azienda assuma un atteggiamento diverso da quello che nel recentissimo passato è stato segnato da chiusure ideologiche e rigidità che hanno, ad esempio, portato Fincantieri a sospendere l’erogazione del premio di risultato provocando un abbassamento dei livelli salariali dei lavoratori e, quindi, un ulteriore disagio che inevitabilmente ha influenzato negativamente il confronto tra le parti”.
In vista di questo appuntamento, Bruno Papignani, responsabile per la Fiom della cantieristica, auspica “che Fincantieri si apra a relazione sindacali partecipative, misurandosi con il punto di vista dei lavoratori e le concrete proposte che la Fiom ha presentato nella sua piattaforma, in modo che il rilancio dell’azienda avvenga attraverso il miglioramento delle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. Un’impresa della rilevanza internazionale di Fincantieri dovrebbe guardare al tipo di relazioni industriali costruite in altre importanti imprese europee e capire quanto sia fondamentale la partecipazione attiva dei lavoratori per migliorare la qualità e la competitività dei propri prodotti. Ciò dovrebbe valere tanto più in un’impresa pubblica, il cui azionista di riferimento – il governo italiano – spende ogni giorno parole d’elogio per quel tipo di relazioni partecipate, indicando a modello accordi come quelli firmati di recente in Lamborghini e Ducati”.