(AdnKronos) – La strategia di diversificazione del business, che contraddistingue il nostro gruppo, continua Bono, “ci ha permesso di raggiungere un ebitda margin del 6,8%, nonostante il segmento offshore abbia risentito di una congiuntura di mercato particolarmente sfavorevole nella seconda parte dell’anno. Tale strategia ci ha anche visto concludere importanti accordi di cooperazione in tutti i segmenti di attività. Ci tengo, inoltre, a ricordare che il 2014 ha segnato l’ingresso in Borsa di Fincantieri, a ulteriore supporto della strategia di crescita del gruppo”.
Il carico di lavoro (backlog) del gruppo al 31 dicembre 2014 è risultato pari a 9,8 miliardi di euro (8,1 miliardi di euro nel 2013), in aumento del 21,6% rispetto al 2013, con uno sviluppo delle commesse in portafoglio previsto fino al 2019. La crescita del carico di lavoro riflette il significativo aumento di ordini acquisiti nel corso degli ultimi 18 mesi. Se rapportato ai ricavi sviluppati nell’esercizio 2014, il backlog è pari a oltre 2 anni di lavoro. Inoltre, il soft backlog, che rappresenta il valore delle opzioni contrattuali e delle lettere d’intenti in essere, nonché delle commesse in corso di negoziazione relative al programma di rinnovo della flotta della Marina Militare Italiana, non ancora riflessi nel carico di lavoro, è pari al 31 dicembre 2014 a circa 5 mld. Nel backlog complessivo, il settore Shipbuilding pesa per il 76% (66% al 31 dicembre 2013), il settore Offshore per il 22% (31% al 31 dicembre 2013), il settore Sistemi, componenti e servizi per il 3% (3% al 31 dicembre 2013).
Gli investimenti effettuati nel corso dell’esercizio 2014 ammontano a 162 milioni di euro, di cui 38 mln in attività immateriali (22 mln per progetti di sviluppo) e 124 mln in immobili, impianti e macchinari. Degli investimenti complessivi il 60% è stato effettuato dalla Capogruppo.