Home Nazionale Fillea: sottopagati e ricattati, 250mila migranti nelle costruzioni

Fillea: sottopagati e ricattati, 250mila migranti nelle costruzioni

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Roma, 10 set. (Labitalia) – Giovani, sottopagati e sottoinquadrati, precari e ricattati: questa la fotografia dei lavoratori stranieri impiegati nel settore delle costruzioni, presentata oggi da Fillea Cgil e Fondazione Di Vittorio all’assemblea nazionale dei lavoratori stranieri, in corso al Centro Congressi Frentani di Roma.
Nelle costruzioni, spiega il sindacato guidato da Walter Schiavella, la presenza dei lavoratori stranieri è strutturale e storica, soprattutto nel comparto dell’edilizia: parla straniero il 17% dell’intera forza lavoro del settore, con punte che in alcuni territori superano il 50%, in tutto 250mila lavoratori (50mila in meno del dato pre-crisi, 3 punti percentuali).
Lavoratori che, spiega il sindacato, dati alla mano, insieme agli altri immigrati presenti in Italia – 5 milioni in totale – producono il 9% della ricchezza italiana, 123 mld di Pil, 20 circa solo le costruzioni. Escludendo ovviamente il lavoro nero, stimato dalla Fillea in almeno 300mila ‘fantasmi’, che sfuggono a ogni statistica e a ogni tutela, ma non certo a quell’economia sommersa che vale il 12% del Pil nazionale.
Nonostante una presenza così strutturata dei lavoratori stranieri, “quello delle costruzioni continua ad essere un mercato del lavoro duale, in cui gli immigrati sono vittime di segregazione occupazionale, discriminazione, ricatto.; e poi la dequalificazione e il sotto-inquadramento, come dimostrano i dati delle Casse edili”, racconta il segretario generale della Fillea Walter Schiavella.
Schiavella spiega che “il 55% dei lavoratori stranieri ha la qualifica di operaio comune, contro il 28% degli italiani; gli specializzati stranieri sono il 13%, a fronte del 36,5% italiano”. “E’ un andamento che di anno in anno – avverte – continua a peggiorare, confermando il sotto-inquadramento come uno degli strumenti preferiti dalle imprese per comprimere i costi del lavoro senza eccessivi rischi. Tre lavoratori inquadrati al primo livello corrispondono più o meno al costo di due operai specializzati; se facciamo due conti, possiamo dire che ogni anno spariscono centinaia di milioni di euro di contributi”.
“Otto anni di crisi, a cui si sono aggiunti gli interventi dei governi mirati solo alla deregolamentazione, hanno fatto proliferare -attacca il leader degli edili di Corso d’Italia- meccanismi come questo, o come il finto part time o le false partite Iva o i distacchi comunitari”.