Roma, 31 mar. (AdnKronos) – Scoppia il caso Bondi-Repetti dentro Forza Italia. E Silvio Berlusconi perde un pezzo di storia del suo partito. L’ex ministro e la sua compagna, entrambi senatori, hanno detto oggi ufficialmente addio al partito, aderendo al gruppo misto di palazzo Madama. Le loro dimissioni erano state annunciate anche ai primi di marzo, ma solo l’intervento del Cav con un incontro chiarificatore ad Arcore aveva scongiurato lo strappo.
Il 3 marzo scorso Repetti, infatti, con una lettera al ‘Corsera’ aveva annunciato di voler lasciare il movimento azzurro, ”esaurita dalla vera e propria guerra interna per la successione politica a Berlusconi”. Poi, dopo il colloquio a Villa San Martino, le dimissioni erano state congelate. Ma da allora, evidentemente, nulla è cambiato. E oggi è arrivata la rottura definitiva. Da tempo Repetti e Bondi manifestavano insofferenza verso la linea di Fi, dettata non più, secondo la coppia, dal leader Berlusconi, ma ”da chi lo circonda”, ovvero il cosidetto cerchio magico. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso e spinto Repetti all’addio, raccontano, era stata la rimozione dei coordinatori ‘fittiani’ di Verbania e Torino decisa da Roma, a pochi giorni dal commissariamento in Puglia.
Piemontese è la Repetti, e Bondi qualche giorno prima aveva voluto stigmatizzare il ”metodo adottato dal partito” sotto la Mole, che aveva fatto gridare all’epurazione. ”Abitando in Piemonte -aveva sottolineato l’ex ministro rompendo un lunghissimo silenzio – faccio solo una considerazione: non faccio parte di nessuna corrente, ma constato da tempo che c’è una volontà di emarginare tutti coloro che, per diversi motivi, non si adeguano a cose e metodi inaccettabili”.