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Ferrovie: sindaco varesotto, stufi scherno svizzeri su Arcisate-Stabio

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Arcisate (Varese), 3 ago. (AdnKronos) – Stufi dello “scherno e dell’ironia degli svizzeri” per la linea incompleta Arcisate-Stabio chiedono a Rfi e al Governo di “non doversi più vergognare” per i disagi di un cantiere iniziato e mai completato. Sono i sindaci di Induno Olona e di Arcisate, nel Varesotto, Marco Cavallin e Angelo Pierobon, insieme al presidente della comunità montana del Piambello, Maria Sole De Medio, a farsi portavoce della rabbia degli abitanti del luogo per quegli scavi iniziati nel 2009 e fermi dal 2011 dopo la scoperta dell’arsenico.
“Oggi non c’è niente da festeggiare”, dice Cavallin durante la presentazione del nuovo cronoprogramma dei lavori e alla presenza del ministro Graziano Delrio. “Questa nuova partenza deve avere un arrivo: vogliamo sentire le ruspe anche di notte per recuperare il tempo perduto”. Il problema, per il sindaco, è il sentimento di antipolitica latente: “Sappiamo – dice il primo cittadino di Induno – che un nuovo fallimento significherà perdere i territori, consegnandoli a un senso di sfiducia contro tutto e tutti: fate il possibile perché questo non avvenga”.
I cantieri ripartiranno a settembre per concludersi tra due anni, nel 2017. Nello stesso anno dovrebbero finire, secondo i piani di Fs, anche i lavori di ‘mitigazione’ chiesti dalle amministrazioni locali per ridurre i disagi subiti dal territorio in seguito alla sospensione dei lavori. In particolare, a Induno Olona e Arcisate, finora sono state ridotte le aree occupate dai cantieri con l’arretramento delle barriere e l’installazione di recinzioni definitive, riasfaltate le strade e sistemate le viabilità comunali di accesso ai cantieri. E’ prevista poi la trasformazione in pista ciclabile della galleria ferroviaria non più in uso e asfaltatura di strade e svincoli.