Roma, 23 giu. (Labitalia) – Il mondo delle partite Iva penetra il settore delle costruzioni con percentuali rilevanti e ne ridisegna la mappa dell’offerta. E’ quanto emerge dallo studio realizzato dalla Feneal Uil, in collaborazione con il centro studi Cresme, ‘Il contratto di cantiere per l’ambiente costruito. Lavoro e impresa nelle costruzioni’, e presentato oggi al Cnel. Ma i registri delle imprese delle Camere di commercio, spiega la ricerca, mostrano un universo ancora più ampio e molto più parcellizzato.
Nel 2014, nel punto più basso della crisi delle costruzioni, nei registri delle Camere sono iscritte 861.744 imprese che operano nel settore delle costruzioni, contro le 584.446 rilevate nel 2011 attraverso il censimento dell’industria e dei servizi: 277.298 imprese in più, un terzo di imprese in più. Il salto è dato dal numero di imprese di costruzioni iscritte come artigiane nei registri delle Camere di commercio, che sono 536.814, su 861.744, nel 2014.
Dall’indagine del sindacato emerge, quindi, che “il settore delle costruzioni è sempre più parcellizzato”. “La parcellizzazione dei cantieri – si spiega – è dovuta alla crescita della riqualificazione minuta e al fatto che la riqualificazione del patrimonio edilizio spinge il settore delle costruzioni verso un maggior rilievo delle opere di finitura e di impiantistica, e a un minor peso delle opere strutturali e murarie”.