Home Nazionale Expo: questore Milano, non è il G20, protesta non abbia toni violenti (2)

Expo: questore Milano, non è il G20, protesta non abbia toni violenti (2)

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(AdnKronos) – Expo sarà una vetrina per il Paese ma rischia di essere anche una vetrina per qualche gruppo di antagonisti per mettersi in mostra. “Questo pericolo – spiega il questore di Milano, Luigi Savina – esiste perché c’è qualcuno che vive sulla mediaticità dell’evento, tenta di sfruttare la visibilità del grande evento, quindi può essere che qualche manifestante tenterà di farsi vedere nella speranza che la televisione lo possa riprendere. Questi rischi ci sono. La protesta è il sale della democrazia, speriamo sia aliena dai toni violenti”.
Per il questore “se l’antagonismo il primo maggio o gli altri giorni servirà a spaccare quattro vetrine” i manifestanti “non hanno una finalità nobile saranno semplicemente degli spacca vetrine”. Diversi gli obiettivi (490 quelli sensibili) a partire dall’area su cui si svolgerà l’Esposizione universale – “Non è un sito inviolabile, basta che uno paga il biglietto ed entra”, ricorda Savina – fino a quelli più ‘sensibili’. “Si ragiona e si dispongono gli uomini con riferimento alle minacce nazionali quindi si guarda al clima via via crescente di problematicità internazionale, a quello che avviene nel Medioriente o nel Centro dell’Africa. Sono obiettivi sensibili le rappresentanze di paesi esteri, le grandi aziende italiane ed estere, i luoghi che possono avere un significato con riferimento a religiosità diverse”.
L’appello agli antagonisti non è dei più semplici: “Gli appelli sono difficili perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Io sono molti anni che faccio questo lavoro” e la strategia da sempre prevede “una negoziazione senza sosta”. E’ lecito protestare ma “è importante è che non ci siano dei rivoli violenti anche perché ripeto a Milano per 184 giorni – dal 1 maggio al 31 ottobre – non ci sarà il G20 ma un’esposizione che ha una finalità nobile. Speriamo – conclude il questore Savina – arrivino milioni di turisti che possano innamorarsi del nostro Paese, tornarci e magari tornarci a fare investimenti”.