Milano, 26 ago. (Labitalia) – La regina della Foresta Amazzonica brasiliana è lei: la pianta della noce del Brasile. E la ‘regina’ sarà una delle protagoniste della Giornata dell’Amazzonia organizzata dallo Stato brasiliano di Acre presso il Padiglione Brasile a Expo Milano 2015 il 5 settembre.
L’ideazione dell’evento nasce dalla volontà di presentare un modello di sviluppo sostenibile in linea con i tempi, basato su un equilibrio tra uso delle risorse naturali, industrializzazione e urbanizzazione che è stato realizzato nello Stato brasiliano di Acre a partire dal terzo millennio.
Infatti quella della noce è una delle specie arboree autoctone più importanti e preziose, che occupa un posto di rilievo nella biodiversità che caratterizza Acre. Il suo frutto è unico al mondo: dalle sembianze di una noce di cocco, contiene al suo interno tante piccoli noci, dalle 25 alle 40. Questa pianta dalle mille virtù raccoglie in sé i valori sociali, economici, nutritivi e ambientali delle moltissime famiglie di raccoglitori che vivono della raccolta dei suoi frutti.
La filiera produttiva di noci del Brasile si è consolidata in maniera crescente in Acre grazie a politiche pubbliche attuate nel settore dal Governo statale con investimenti quali la costruzione di centrali elettriche, magazzini e la formazione di manodopera specializzata. Queste politiche hanno contribuito a rendere Acre uno dei maggiori produttori e trasformatori del prodotto.
Negli ultimi tre anni lo Stato ha investito 37 milioni di reais pari a oltre 10 milioni di dollari nella catena di produzione delle noci con fondi provenienti dal Governo di Acre, dalle Cooperative e dalle banche statali. Per i prossimi tre anni si prevede che saranno investiti oltre 44 milioni di Reais, pari a oltre 12 milioni di Dollari.
Questi investimenti hanno contribuito a rendere la noce del Brasile il prodotto più esportato da Acre nel 2014, seguito dalla gomma e dal legno secondo i dati del Ministero dello Sviluppo, dell’Industria e del Commercio Estero (Mdic). A fronte di ciò, nel 2015 è prevista l’inaugurazione di una fabbrica per la lavorazione delle noci del Brasile con l’intenzione di essere la più grande unità del Paese nel settore.
La raccolta di noci del Brasile ha contribuito alla conservazione delle foreste di Acre grazie al controllo di gestione: il programma di certificazione ambientale, di cui la noce del Brasile fa parte, ha assicurato la conservazione delle altre risorse naturali e il benessere dei lavoratori e delle comunità circostanti.
L’uso dei frutti, nella loro forma estrattiva, include sei dimensioni (economica, sociale, ambientale, politica, culturale ed etica) che guidano gli assi della sostenibilità in Amazzonia. La catena produttiva in Acre ha il compito di sostenere circa 3.000 famiglie.
La raccolta è effettuata da abitanti, raccoglitori di gomma e indigeni, divenendo così un’attività profondamente radicata ai costumi delle comunità tradizionali e il principale elemento di consolidamento della catena produttiva.
La maggior parte di questi lavoratori fanno parte di gruppi familiari incorporati in comunità che possiedono o occupano piccoli stabilimenti che circondano le aree forestali. Ogni famiglia ha una media di tre “strade”, pari a 300 ettari in cui i gruppi familiari svolgono la raccolta. La presenza media è di circa 300 alberi nativi di noci in fase produttiva, il che equivale a una media di 300 lattine (3.000 kg di noci).
L’uso delle migliori pratiche, in particolare nella raccolta e nella conservazione delle noci del Brasile, ha generato un notevole incremento dei proventi dall’estrazione, pari a 7,2 miliardi di reais pari a circa 2 miliardi di dollari nel 2012, mentre il reddito medio è di circa 15.000 reais lordi all’anno, pari a oltre 4.000 dollari.