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Expo: ItalAfrica Centrale, nostri padiglioni chiusi e cluster fantasma

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Milano, 3 mag. (AdnKronos) – Padiglioni africani chiusi, altri aperti ma solo con qualche poster, bagni rotti e cluster fantasma. “Dietro il sipario c’è un Expo che luccica per l’assenza di una cospicua parte di mondo ritenuta, evidentemente, di serie B”. E’ la denuncia di Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale. “Il 1 maggio – racconta – Benin, Gambia, Guinea, Burundi, Guinea equatoriale, Repubblica Democratica del Congo, Sao Tomè e Principe, Zambia, Capo Verde, Comore, Comunità Caraibica, Madagascar, Maldive, Guinea Bissau, Kyrgizstan e altri Paesi hanno i trovato i propri padiglioni chiusi o, nella migliore delle ipotesi, con lavori in via di ultimazione”.
L’allestimento e l’apertura al pubblico “verranno solo successivamente”. Il Cluster di Isole Mare e Cibo e quello di Frutta e Legumi “sono desolatamente vuoti, i loro ingressi chiusi, qualche bagno è rotto e gli spazi comuni non risultano allestiti. Altro che il successo sbandierato in mondovisione”, aggiunge. La Camera di Commercio ItalAfrica ha competenza istituzionale su 19 Paesi, è incaricata di coordinare le attività di Madagascar, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio ed ha sviluppato progetti di cooperazione bilaterale con Marocco, Libia e Tunisia.
“Molti padiglioni – spiega Cestari – non sono allestiti per le mancate spedizioni delle merci dall’Africa (il viaggio di una nave cargo può durare anche 40 giorni). Expo, per correre ai ripari, ha deciso di caricare merci su cargo aerei ma le quantità sono enormemente differenti. Molti collegamenti previsti non sono stati attivati. Abbiamo chiesto spiegazioni alla Divisione Partecipanti senza ottenere risposte”.