(AdnKronos) – Fra i pilastri della strategia della Commissione Ue per l’Unione energetica c’è la ‘clausola di solidarietà’, che prevede di ridurre la dipendenza dell’approvigionamento da singoli fornitori, di poter fare affidamento sui vicini Ue, in particolare in caso di interruzione delle forniture, e di aumentare la trasparenza quando aziende europee acquistano energia o gas da Paesi non Ue. Dalla Commissione si ricorda che la Ue è il principale importatore di energia al mondo, con il 53% dei propri consumi importato dall’estero a un costo di circa 400 miliardi di euro l’anno.
L’esecutivo di Bruxelles punta inoltre ad aumentare le interconnessioni energetiche fra i Paesi Ue. Su 28 Paesi 12, fra cui l’Italia, non raggiungono l’obiettivo minimo europeo di interconnessione, secondo il quale almeno il 10% dell’energia elettrica prodotta in uno Stato deve poter essere esportata oltre confine.
La strategia della Commissione punta anche ad aumentare l’efficienza energetica, considerandola come una fonte di energia, e ad accelerare la transizione verso una società a bassa emissione di anidride carbonica. Fra il 1990 e il 2011 l’emissione di gas serra in Europa è scesa del 18% e la Ue ha l’obiettivo di ridurla del 40% entro il 2030.