Roma, 4 mar. (AdnKronos) – “L’Italia ha delle regole molto severe in materia di trivellazioni, quindi eventuali problemi possono nascere da comportamenti magari permissivi di Paesi confinanti. E’ un dato inconfutabile e incontestabile, che non possiamo decidere cosa può essere o non essere fatto nelle acque territoriali di altri Paesi. Detto questo però è nostro dovere cercare in tutti i modi e con tutti gli strumenti di far valere il buon senso e le ragioni dell’Ambiente e dell’Italia. Così abbiamo fatto chiedendo di partecipare alla Vas (Valutazione Ambientale Strategica) della Croazia”. Così il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani sulle questioni delle trivellazioni.
“Appena abbiamo saputo che la Croazia aveva attivato questa procedura comunitaria che impone la consultazione dei Paesi transfrontalieri -sottolinea Degani-, ci siamo fatti avanti noi per poter far avere le nostre valutazioni. E’ di ieri la risposta, dovuta, della Croazia che ci invita a presentare le nostre osservazioni sul loro Piano e Programma Quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico”.
Contestualmente, aggiunge, “abbiamo coinvolto in questa operazione tutte le Regioni adriatiche interessate dal tema delle trivellazioni in Adriatico chiedendo loro di fornirci entro il 17 aprile le osservazioni che, elaborate e riunite, invieremo nel termine stabilito del 4 maggio. Così attraverso uno strumento comunitario potremo far valere le nostre giuste ragioni, e questo è davvero un importante risultato”.