Milano, 25 giu. (AdnKronos) – Intimo, emotivamente coinvolto, viscerale. Nutrito dalla consuetudine, contraddistinto da sentimenti di fiducia e complicità e cementato da un forte senso di appartenenza. E’ il rapporto che lega il lettore alla carta stampata. Una relazione esclusiva, che emerge da una ricerca realizzata da Fieg e Upa, presentata oggi a Milano.
L’analisi, realizzata raccogliendo e analizzando 160 storie di lettori che hanno raccontato giorno per giorno il loro rapporto con la lettura dei giornali nell’arco di due settimane, delinea uno scenario che punta a rassicurare in modo deciso esperti e investitori, da anni preoccupati del possibile sorpasso da parte del digitale. “Evidentemente non sono solo io a sostenere questa tesi”, afferma Maurizio Costa, presidente della Fieg. “Noi – spiega – non siamo dei conservatori. Siamo anzi convinti che la tecnologia sia una leva importante per lo sviluppo dell’editoria e che tra questi due mondi debba esserci un’integrazione”.
La facilità di diffusione delle notizie, attraverso la rete internet e gli strumenti social, si scontra molto spesso con fatti non verificati, notizie false e bufale costruite ad hoc. Di fondo, sottolinea Costa, “ci vuole una sostanza di contenuti di qualità, un giornalismo di qualità, un’informazione autorevole e credibile, che è il mestiere che fanno gli editori e che alcuni operatori della rete utilizzano impropriamente per il loro business”. (segue)