(AdnKronos) – “Ma il mondo nel frattempo – prosegue Farina – è andato avanti, con un alto numero di Stati del mondo che hanno preso atto del fallimento della legislazione proibizionista e cercato altre vie. Esperienze utili per riformare” e che hanno contribuito alla stesura di una “proposta che rivolgeremo a tutti i deputati” e che interviene “sul codice penale, ma anche sulla regolamentazione del mercato”.
Il ddl, in particolare, “rende lecite condotte oggi vietate”, in particolare sul fronte della coltivazione. E apre alla coltivazione di tipo associativa, meglio nota come cannabis social club. “Crediamo – spiega Farina – che il mercato della cannabis debba essere regolato con una forma di monopolio, ma rigorosamente attenuato”. L’assenza di norme di questo tipo, a detta di Farina, ha consentito “di appaltare a organizzazioni criminali un mercato su cui sono stati fondati imperi, veri e propri motore della loro potenza. Perciò, crediamo che questa sia la più grande operazione antimafia possibile: si interviene a monte, sull’origine delle ricchezze, tagliando le vie di rifornimento”.
Per Giovanni Paglia, si tratta di circa “20 mld di fatturato”, senza dimenticare che la legalizzazione consentirebbe di “trasferire allo Stato la relativa tassazione: si possono stimare in circa una decina di miliardi le maggiori entrate per lo casse pubbliche. Soldi con cui potremmo finanziare il reddito minimo, siamo sullo stesso ordine di grandezza”.