Roma, 12 mar. (AdnKronos) – “Siamo contenti di aver raccolto in queste ore molti consensi da parte delle altre forze politiche intorno all’idea di un’indagine conoscitiva sul decreto cosiddetto ‘banche popolari’. Adesso andremo avanti perché il testo del governo ha ampi profili di incostituzionalità e il Parlamento ha bisogno di maggiore chiarezza su molti punti che appaiono tuttora oscuri o comunque arbitrari e discrezionali”. Lo affermano i deputati M5S.
“Mef, Bankitalia e Corte dei conti. Ma anche Bce ed Fmi, oltre a illustri costituzionalisti ed economisti potranno aiutarci a capire di più. E forse qualcuno confermerà che almeno cinque o sei articoli della Carta fondamentale vengono violati da un decreto che cancella un intero, e antico, settore del credito”, aggiungono i 5 Stelle.
“ La funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità, la libertà di iniziativa economica privata, la tutela del risparmio: sono solamente alcuni dei principi fondamentali lesi, a nostro avviso, dal decreto del governo. Ciò che lascia davvero sbigottiti è, ad esempio, l’imposizione che vieta il rimborso delle azioni: in ogni Paese democratico viene sempre garantito il diritto di recesso in caso di modifica contrattuale unilaterale. Il M5S – concludono – è pronto a far fronte comune con le altre opposizioni e con i pezzi della maggioranza che non vogliono piegarsi ai diktat dell’esecutivo”.