Milano, 11 mag. (AdnKronos) – “Quando Carlo De Benedetti mi disse che aveva intenzione di andarsene dalla Fiat gli risposi che era un pazzo”. A parlare è l’ex amministratore delegato della Fiat Cesare Romiti che, durante la lunga deposizione come teste al processo per diffamazione promosso da Carlo De Benedetti contro Marco Tronchetti Provera, nelle aule del Tribunale di Milano, ricordando ciò che avvenne in una serata di mezza estate del 1976, racconta la sua versione dei fatti sull’uscita del manager dalla Fiat.
Al giudice monocratico Monica Amicone, Romiti, classe 1923, in forza alla Fiat dal 1976 al 1996, spiega: “Era una sera di fine luglio; io e De Benedetti eravamo in macchina passando davanti agli stabilimenti chiusi della Iveco, quando mi disse di aver deciso di lasciare la Fiat”.
De Benedetti, aggiunge, “mi disse di aver capito che gli obiettivi che intendeva perseguire non li avrebbe mai potuti ottenere e per questo aveva deciso di andarsene. Al che gli dissi che era matto, perché una persona responsabile non lascia un’azienda per la quale quale si è stati nominati amministratori”. Romiti ricorda che “De Benedetti da tempo diceva che bisognava cambiare i dirigenti, fare aria pulita e questo aveva creato un clima di preoccupazione tra i vertici dell’azienda”.