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Dal mattone all’arte, a Forte dei Marmi i russi investono in galleria

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Lucca, 29 lug. (Labitalia) – Il mercato degli investimenti vira sull’arte. Con imprenditori, russi compresi, sempre meno interessati al mattone ma intenzionati comunque a radicare la propria cultura in Italia e a offrire posti di lavoro. Così, a Forte dei Marmi (Lucca), venerdì 31 luglio, alle 19,30, nella piazzetta dei Marmi, è fissato l’opening di Art Dinasty, la prima maxi galleria di un importante gruppo d’affari che presenterà pezzi unici di artisti del proprio Paese. Unico caso in Toscana di ‘russi che propongono arte russa’ (e non solo) segnando una svolta culturale non da poco.
All’appuntamento (rigorosamente a invito) è prevista la presenza di imprenditori stranieri, personaggi di cultura e perfino teste coronate che verranno accompagnate alla scoperta di questa nuova e originale dimensione. Art Dinasty è in realtà un open space – che rimarrà aperto tutto l’anno – dove non solo si potranno trovare tele di giovani emergenti ma dove i collezionisti avranno anche l’occasione di richiedere opere quasi proibitive. Pure un Picasso: i proprietari, infatti, hanno già tre gallerie d’arte a Mosca e una a Ginevra con l’obiettivo di aprirne altre ad Amsterdam e Berlino, per un giro di contatti che permette di soddisfare anche le richieste più ambiziose.
Ad integrare Art Dinasty c’è il corner dedicato all’abbigliamento con il brand internazionale Republique du Pont che strizza l’occhio all’easywear per uomo e donna, con la possibilità di trovare anche le particolari t-shirt con le stampe dei quadri in esposizione. Sia il personale in galleria che quello addetto alla vendita sarà rigorosamente italiano.
“Non ci rivolgiamo solo ai ricchi – premettono i titolari della nuova galleria – ma anche alla middle class perchè l’arte deve essere concepita come un modo per comunicare. Infatti, forse in pochi hanno compreso che tanti russi hanno scelto di concentrarsi a Forte dei Marmi non solo per il relax in spiaggia, ma soprattutto perchè si tratta di un piccolo paese, con un’intimità che permette di incontrarsi e dialogare. Qui si trovano milanesi, cinesi, arabi che hanno la possibilità di confrontarsi”.
“L’arte – assicurano – al momento è il miglior investimento in ogni angolo del mondo: il crack che ha vissuto la Grecia ci ha insegnato quanto possa essere difficoltoso recuperare i risparmi affidati alle banche e anche gli immobili non sono più così appetibili vista la forte tassazione e le necessità di manutenzione”.
“Noi intendiamo aiutare a investire sull’arte. Grazie a una capillare rete di contatti internazionali possiamo infatti trovare un Picasso per il grande collezionista, ma anche tracciare un percorso di investimento per mettere a frutto l’acquisto. Consigliamo magari di puntare su un giovane non di fama la cui opera però può essere rivenduta a una maggior quotazione, in seguito a un costante e pianificato sostegno nella crescita. Perchè la creatività è di per sé ricchezza. Ma adesso è anche la concreta opportunità per i buyers”, concludono.
Nei circa 400 metri quadrati di esposizione, tra pareti di colore scuro e altre lasciate nella originaria realizzazione in mattoni a vista, è davvero possibile catapultarsi in una dimensione originalissima con una prima panoramica incentrata sul Novecento. Ci sono le maxi tele di David Magradze, nato nell’ex Urss ed emigrato in Usa, che con abile uso di oli e acrilici forgia linee e colori alla stregua di un grafico sulla scia del concettualismo.
Ci sono i bozzetti teatrali e gli oli su tela di George de’ Pogedaieff, esponente dell’art decò, che ha eseguito opere su commissione di molti personaggi russi e francesi, ha esposto a Mosca, Parigi, Berlino e Vienna e nel 1918 fu chiamato a lavorare come designer al Teatro di Pietrogrado. Poi, il mondo descritto da Savas Georgiadis, che rievoca invece memorie familiari attraverso soggetti giovani e introspettivi.
Ad incuriosire anche la monumentale ghigliottina in legno del greco Requian che presenta pure una linea di bijoux puntellata di teschi e corone. La galleria garantisce anche una nutrita offerta di pezzi di art decò tra mini sedute, divani e caffettiere dal sapore antico. Tutti i pezzi provengono rigorosamente da collezionisti e dimore private.