Milano, 10 giu. (AdnKronos) – Unicredit prevede un’espansione ulteriore del Pil italiano dello 0,3% nel secondo trimestre 2015 e, in generale, un’espansione dello 0,6% quest’anno, per poi oltrepassare l’1% nel 2016. Grande contributo a questi dati arriverà dalle esportazioni che sono state “l’ancora di salvezza dell’Italia” durante gli anni della crisi. Anche se, per le imprese italiane, “c’è ancora del lavoro da fare e molti altri mercati da aggredire”. E’ questo il quadro descritto da Marco Valli, capo economista per l’Eurozona di Unicredit, in occasione dell’Italian Investment Conference.
Secondo Valli, “l’export probabilmente guadagnerà forza quest’anno, in particolare verso paesi come Europa e Asia dove vediamo aumentare le opportunità per le imprese italiane”. Secondo una ricerca di Unicredit, in questi anni “l’export italiano si è concentrato in aree geografiche che crescono meno di altre nel resto del mondo, quindi in un certo senso sfavorevoli”. Dunque, un riposizionamento in Paesi lontani dall’Eurozona come, ad esempio, la Cina o quelli che crescono più della crescita globale, potrebbe essere d’aiuto per il futuro.
Tra i lati positivi dell’export italiano c’è anche quello di portare all’estero prodotti “di qualità media superiore” rispetto, ad esempio, alla Germania e alla Spagna. Uno dei deficit delle imprese italiane è invece la loro grandezza: sono ancora troppo piccole. “L’Italia adesso ha bisogno di imprese medio-grandi, che sappiano gestire i costi fissi dei mercati più lontani”.