Home Nazionale Crisi: Bossi, no reddito minimo, elemosina del Nord e non di Stato

Crisi: Bossi, no reddito minimo, elemosina del Nord e non di Stato

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Roma, 12 mag. (AdnKronos) – Il reddito di cittadinanza? “E chi paga? Sarebbe l’elemosina del Nord, non di Stato. La Lombardia, il Veneto… chi paga è sempre il Nord, tutto quanto avviene qui, i soldi vengono dalla Lombardia. Non esiste la possibilità”. Lo dice Umberto Bossi, conversando con i cronisti a Montecitorio.
“La Lombardia ha già oggi – fa notare il Senatur – un residuo fiscale di 100 mld di euro l’anno”, cifra data dalla differenza tra tutte le entrate che le Pubbliche Amministrazioni, sia statali che locali, prelevano da un determinato territorio e le risorse che in quel territorio vengono spese. Ma anche sulla possibilità di introdurre il reddito minimo nella sola Lombardia, come ipotizzato dal governatore Roberto Maroni, “no, non ce la possono fare – dice secco Bossi – non ci sono i soldi”. E comunque “è meglio creare posti di lavoro che reddito di cittadinanza. Anche se in certi momenti storici, quando la gente ha fame, va aiutata. Ma come scelta generale meglio investire sul lavoro: è più sicuro e dà un indirizzo anche più utile al Paese”.
“Poi secondo me non ci sono i soldi, né per Lombardia né per l’Italia”, mette in chiaro il Senatur. Sarebbe “un ulteriore errore e in questo momento è impossibile commetterlo”. E chi gli domanda come si creino nuovi posti di lavoro, “il problema – risponde Bossi – è che al Sud hanno sbagliato tutto: anziché puntare su artigianato e piccole imprese hanno puntato a creare grandi imprese che alla fine sono diventate cattedrali nel deserto. L’hanno fatto perché le grandi imprese erano un alibi per portare via più soldi possibili al Nord”.