(AdnKronos) – (Adnkronos) – Julia è uno dei sei spin off cresciuti al Computer Science Park dell’Università di Verona. Il primo a uscire, lo scorso giugno, dall’incubatore universitario. Dopo dieci anni di studi e di ricerche sviluppate da un team di docenti e ricercatori italiani, Fausto Spoto e Roberto Giacobazzi insieme al francese Frédéric Mesnard, Julia è stata acquisita da Corvallis, gruppo padovano tra i principali operatori italiani nel settore informatico, che ne detiene il 65% delle quote.
Il settore di riferimento, quello dei Software Code Analyzer (SCA), è giovane ma destinato ad avere un rapido sviluppo. Oggi si contano pochi competitor al mondo. La maggior parte fa uso della tecnica di pattern-matching, che presenta un livello di accuratezza incompleto in quanto basata su una ricerca “meccanica” di errori nei file sorgente. Julia è invece l’unica a utilizzare le più moderne e riconosciute tecniche di interpretazione astratta, che consentono un’analisi del software in modalità statica e semantica. Semplificando molto, si tratta di un metodo che consente di astrarre in maniera automatica tutte le variabili possibili del programma in ogni percorso di esecuzione e di trovare tutti i bug del tipo indagato, eliminando con precisione assoluta il rischio di errore.