Roma, 16 mar. (AdnKronos) – “Dopo aver rallentato per mesi l’iter del ddl anticorruzione in commissione Giustizia al Senato, guarda caso proprio oggi il governo presenta il suo fatidico emendamento sul falso in bilancio, tentando così di mettere una pezza allo scandalo delle tangenti sulle Grandi Opere che ha visto tra gli arrestati anche il super manager del Ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza. Ma lo diciamo chiaramente: questo emendamento è un pannicello caldo che non ci soddisfa, a partire dal fatto che mantiene la limitazione del non utilizzo delle intercettazioni telefoniche per le aziende non quotate e che prevede la procedibilità d’ufficio solo per le società con fatturato di ordine superiore”. Lo affermano i senatori M5S della Commissione Giustizia Enrico Cappelletti, Maurizio Buccarella e Mario Giarrusso.
“Se il governo voleva davvero combattere la corruzione – continuano i senatori grillini-, innanzitutto non doveva ridurre le pene dello scambio elettorale politico mafioso (il 416 ter) e poi doveva far arrivare il ddl in Aula già da tanto tempo, invece ha fatto di tutto per ritardarne la discussione. E in Commissione ha bocciato il nostro emendamento sull’agente infiltrato per i reati di corruzione, che era stato invocato dallo stesso Raffaele Cantone. Questo è un governo che predica bene e razzola male. Ora domani non si azzardino in Capigruppo a ritardare ancora la discussione del testo in Aula, altrimenti se ne assumeranno le responsabilità davanti ai cittadini”.