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Contraffazione: Confesercenti-Ref, +60% vendite con e-commerce

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Perugia, 19 set. (AdnKronos) – Tra il 2012 e il 2013 è cresciuta del 60% la vendita tramite e-commerce di merce contraffatta. E’ quanto emerge dal rapporto Ref Confesercenti su ‘Abusivismo e Contraffazione’ che è stato presentato oggi al Meeting di Confesercenti a Perugia e nel quale si evidenzia come inizi ad affermarsi anche in Italia il ricorso all’e-commerce e alle aste online per commercializzare merce contraffatta, con bassi costi e soprattutto la possibilità di occultare la propria identità.
Sono otto siti internet su dieci quelli che vendono prodotti di lusso e che hanno in catalogo merce contraffatta. Un consumatore online su quattro ha comprato almeno un prodotto contraffatto (25,6%). Nel 2013 sono 165 i siti venditori di merce contraffatta chiusi dall’Agcom e dalla Guardia di Finanza.
Nel settore del turismo, le agenzie di viaggio subiscono molto la concorrenza derivante dai tour operator abusivi che operano su Web, causando elevati danni di immagine al settore e cospicue perdite di fatturato (più del 20% per quattro intervistati su dieci). Ad essere particolarmente colpiti da questo fenomeno sono anche i prodotti del settore della moda (soprattutto quelli del lusso). Per un terzo degli imprenditori il peso della commercializzazione sul Web di prodotti contraffatti sul volume di affari della categoria si aggiri tra il 10 e il 15 per cento, mentre per circa un quinto le perdite sarebbero anche superiori (tra il 15 e il 20 per cento).