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Conti pubblici: Confsal-Unsa, 300 mln annui sottratti a pubblici dipendenti

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Roma, 23 set. (Labitalia) – “La legge di assestamento di bilancio, che è approdata alla Camera, sta tagliando il salario accessorio nei soli Ministeri, cosa che provocherà, insieme ad altre drastiche misure un danno per i lavoratori di 2.000 euro pro capite all’anno. E’ un’operazione del governo Renzi che, con una sottrazione dalle tasche dei ministeriali di 300 milioni di euro annui dal 2015, posso definire storica, illegale e vigliacca, perché compiuta alle spalle, in maniera furbesca e nel silenzio generale”. A dirlo Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa.
“Ovviamente -sostiene- non finirà qui e quei soldi li vogliamo indietro perché sono delle nostre famiglie. Quando il governo si indigna per delle legittime assemblee sindacali, come quella del Colosseo, perché non ammette con vergogna le proprie colpe per aver fatto attendere ai lavoratori 3 anni il pagamento degli straordinari necessari per garantire gli accessi ai siti pubblici, a causa della carenza di personale?”.
“Allora c’è da chiedersi -sostiene- chi è che in fondo sbaglia, il Governo che è inadempiente verso i propri lavoratori o il sindacato che mette al centro i problemi di come i dipendenti pubblici vengono gestiti”.
“Negli ultimi tempi -nota Battaglia- si sta affermando la moda che coloro che esprimono un’idea o rivendicano un diritto sono considerati colpevoli di frenare il paese. Proviamo invece a spostare l’attenzione su chi è il vero responsabile”.
“La Federazione Confsal-Unsa -chiarisce- ritiene che non si possano impunemente sottrarre 2.047,86 euro ad ogni lavoratore e contemporaneamente pensare di non rinnovare il ccnl, infischiandosene della sentenza della Corte costituzionale. Siamo pronti a cambiare alcune regole ma anche e soprattutto a difendere i diritti contro chi vuole cancellarli”.