(AdnKronos) – A presentare i dati dei vantaggi che lo sport coniugato al femminile porta Garnero dell’Ocse. “Nei Paesi europei secondo l’Uefa il tasso di occupazione sale in base al tesseramento nel calcio. Isolare tale partecipazione da altri fattori, evidenzia come fare sport aumenta del 40% il tasso di impiego delle donne tra i 25 e i 34 anni. L’Ocse ha calcolato che chiudere il gap di partecipazione nel mercato del lavoro tra uomini e donne può contribuire a un +1% di crescita nel nostro Paese”.
A prendere la parola è stata poi il membro onorario del Cio, Manuela Di Centa, che ha portato il suo contributo personale: “Sono cresciuta con il principio di parità in famiglia, cosa che non ho ritrovato nella vita di tutti i giorni, nelle prime squadre che ho frequentato. Ora qualcosa sta cambiando, la presenza femminile nel Cio sta crescendo anche se su 208 Comitati Olimpici solo 11 sono al femminile. Nel 2018 dei Giochi Giovanili ci sarà il 50% preciso di presenze femminili, obiettivo eccezionale”.
Il dg della Figc, Michele Uva, ha ricordato invece le iniziative messe in campo della Federcalcio in favore del movimento femminile a partire dalla nomina come capi delegazioni di tante donne con 5 donne in commissioni Uefa. Oltre all’allargamento a 6 delle nazionali femminili”. Diana Bianchedi ha affrontato l’argomento dal punto di vista medico-scientifico: “Credo che la preparazione e la professionalità fanno avanzare il nostro mondo. Prima c’erano perplessità nel far praticare certe discipline alle ragazze. Le atlete garantiscono un modello sociale e culturale diverso, per questo è importante che non smettano di fare attività fisica in età adolescenziale”.