Roma, 6 nov. (Labitalia) – “Dopo l’appello della Consulta a un nuovo impulso all’ordinaria dialettica contrattuale, la risposta del Consiglio dei ministri è stata una elusiva e irrisoria ‘anticipazione dei benefici contrattuali nelle more della definizione del nuovo assetto contrattuale delle amministrazioni pubbliche'”. E’ quanto afferma Sebastiano Callipo, segretario generale del Confsal Salfi, sindacato autonomo dei lavoratori finanziari, commentando i contenuti della legge di stabilità riferiti al contratto del pubblico impiego.
“In realtà, se il governo volesse davvero adeguarsi ai dettami della sentenza e agli appelli della Consulta, espleterebbe immediatamente tutte le attività propedeutiche all’apertura di un tavolo di trattativa, tra cui la imprescindibile riforma imposta dalla legge Brunetta del 2009, con la riduzione dei comparti da 12 a 4 (nel bene e nel male); conditio sine qua non questa, in quanto consentirebbe di quantificare esattamente la rappresentatività delle varie confederazioni sindacali, al tavolo delle trattative”, dice.
“I dipendenti della pubblica amministrazione – avverte – non hanno bisogno di un’anticipazione di 7-14 euro lordi mensili, soprattutto alla luce dei sacrifici sopportati per sei anni: hanno necessità di una contrattazione normativa ed economica che valorizzi le professionalità e che ridia loro la dignità di lavoratori”.
Dunque, ribadisce Callipo, “il governo, in tema di rinnovi contrattuali, non solo nell’ammontare stanziato, risibile, elude sostanzialmente la recente sentenza della Corte Costituzionale n.178/2015, ma ne posterga l’erogazione, in particolare, all’attuazione della riforma della P.a., ovvero all’entrata in vigore dei decreti attuativi della legge delega n. 124/2015, deputati a contenere i criteri di valutazione risalenti alla famosa legge Brunetta”.
“L’aumento proposto, offensivo, provocatorio, risibile, che non copre neppure alcuni mesi di indennità di vacanza contrattuale, tarderà, per quanto sopra, notevolmente ad arrivare”, sottolinea il segretario generale del Confsal Salfi.
“Anche per il salario accessorio – aggiunge – si deve registrare una ‘reformatio in peius’ nella misura in cui per il trattamento accessorio dei dirigenti e personale viene previsto il blocco dei fondi, subordinato all’attuazione degli articoli 11 (dirigenza pubblica) e 17 (riordino pubblico impiego) della legge Madia”. Tutto ciò, conclude, “giustifica oggi più di ieri il proclamato stato di mobilitazione generale, nonché la grande manifestazione Confsal di fine mese e, infine, un possibile sciopero generale politico, di competenza della nostra Confsal”.