Milano, 2 gen. (Labitalia) – “Ripresina, riforma del lavoro, taglio del cuneo fiscale, accesso al credito, indicatori positivi, tutte queste sono le “parole” usate nel corso dell’anno ma pochi sono stati in realtà i fatti. La finanziaria presentata dal governo contiene interventi economici per un totale di 36 miliardi di euro, una manovra che le pmi di Confapi Industria nel suo complesso giudicano per certi versi positiva ma su diversi fronti le risposte tardano ancora ad arrivare e mancano soprattutto quelle più coraggiose se pur annunciate” Così Paolo Galassi, presidente di Confapi Industria, l’associazione delle piccole e medie imprese manifatturiere e di servizio alla produzione.
“Non ribadirò ancora quanto va ancora va fatto -aggiunge Galassi- ne siamo tutti consapevoli. Le scelte fatte vanno nella giusta direzione, ma l’anno si conclude con un nuovo record negativo: gli italiani, alla fine del 2014, avranno versato qualcosa come 704 miliardi allo Stato, non possiamo certo dire che il 2015 inizi positivamente”.
“Nonostante alcuni segnali positivi, non si può parlare di ripresa, ci vorrà molto tempo prima di tornare ai livelli di otto anni fa”, spiega Galassi.
“Vanno varate riforme su misura per le pmi -chiede Galassi- va diminuita la pressione fiscale, non basta promettere che non aumenterà, bisogna favorire concretamente l’accesso al credito, dare regole certe non solo sul mercato del lavoro ma sugli investimenti per chiedere alle imprese di continuare a credere, investire nel nostro paese e assumere personale”.
“Per questi motivi sostengo che si è trattato di una vera guerra, ma mancano quelle condizioni che nel dopoguerra favoriscono la ripresa, iniezioni di liquidità, facilitazioni agli investimenti e la fiducia che serve a imprenditori e lavoratori. Non possiamo sperare solo nel mercato estero – conclude Galassi – dobbiamo creare all’interno le condizioni per lavorare e far crescere il nostro Paese. Questo è l’unico auspicio delle pmi per il 2015!”.