Padova, 6 nov. (AdnKronos) – “Lo Stato concede una sola settimana di tempo a Comuni ed Enti locali per richiedere anticipazioni di liquidità per pagare i debiti maturati nei confronti delle imprese. Da un lato, il ritardo medio con il quale il pubblico paga i privati rimane ancora stabilmente su 5/6 mesi, con punte che possono arrivare ai 2 anni, dall’altro le soluzioni agli impasse burocratici risultano avere tempi incredibilmente serrati. Una contraddizione che suona come una beffa”. Lo sostiene Giovanni Salmistrari, presidente di Ance Veneto, l’associazione regionale dei costruttori edili, commentando la lettera, datata 3 novembre, con la quale il ministero dell’Economia e delle Finanza e la Cassa Depositi e prestiti hanno reso disponibili le modalità attraverso le quali gli enti locali che non dispongono di disponibilità di cassa possono richiedere 850 milioni di euro di anticipazioni concessi dalla legge 125/15, che ha convertito il decreto di giugno in materia di enti territoriali, per debiti maturati prima del 31 dicembre 2014. I termini per presentare la domanda scadono però tra pochi giorni, il 10 novembre.
“Non possiamo certo dire – continua il presidente Salmistrari – che lo Stato centrale abbia dato ai sindaci molto tempo per poterci riflettere. I soldi messi a disposizione non sono molti in raffronto al totale dei debiti dello Stato nei confronti delle imprese, ma rappresentano comunque una piccola boccata di ossigeno. I ritardati pagamenti costituiscono ancora un elemento di criticità che sta mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese di costruzioni”.
“Abbiamo scritto – conclude Salmistrari – a tutti gli enti locali del Veneto per cercare di rafforzare la comunicazione di questa opportunità, dal momento che le risorse saranno distribuite solo con la formulazione di specifiche richieste. Ci auguriamo che la Pubblica amministrazione del territorio sappia comunque sfruttare il poco tempo a disposizione, approntando le specifiche istanze richieste”.