(AdnKronos) – “E così – per i 5 Stelle – Parigi ha prodotto la clamorosa contraddizione fra gli sforzi (a parole) dei Paesi sviluppati che puntano a tagliare le proprie emissioni dell’80% e l’inquinamento generato dagli aerei che è destinato a triplicare”. C’è poi la questione petrolio. “L’Italia spende 3,5 miliardi di euro per sussidi alle fonti fossili, mentre impiega solo 84 milioni per il fondo verde per il clima. Gli italiani devono sapere come vengono spese le loro tasse I contribuenti pagano le lobby del petrolio, dunque pagano per inquinare il pianeta. Lo sapevate?”.
I grillini si soffermano anche sul Ttip, “un trattato che ancora non esiste (non è stato approvato e i negoziati sono in alto mare) eppure già influenza le decisioni che l’Europa deve prendere”. E sull’agricoltura, con le emissioni di gas serra “raddoppiate nel corso degli ultimi 50 anni e che potrebbero aumentare di un ulteriore 30% entro il 2050, eppure il capitolo dell’agricoltura ė stato subito escluso dalla discussione sul cambiamento climatico”.
Il Movimento 5 Stelle, concludono gli europarlamentari, “era presente a Parigi e ha creduto nella speranza che Cop21 potesse cambiare davvero il mondo. Ecco cosa andava fatto: azzerare i sussidi all’industria petrolifera; potenziare i fondi europei (Life, Cosme e Horizon 2020) per la tutela della biodiversità e degli ecosistemi; affermare le pratiche agricole biologiche e quelle del riciclo e del riuso nella gestione dei rifiuti; scommettere davvero sulle energie rinnovabili (e non citarle una sola volta nei documenti); sostenere gli sforzi dei Paesi in via di sviluppo per costruire ricchezza senza inquinamento”.