(Adnkronos) – Dopo un fugace tirocinio teatrale in cui lavorò come sostituta di Tallulah Bankhead, Scott fu scritturata dal produttore Hal B. Wallis che le affidò il ruolo principale in “Incontro nei cieli” (1945) di John Farrow, e il pubblico le decretò subito tali consensi che, già al secondo film, fu chiamata a sostenere un difficile confronto con Barbara Stanwyck in un noir di grande impegno produttivo, ” Lo strano amore di Marta Ivers” (1946) di Lewis Milestone.
Nel 1947 Scott recitò al fianco di Humphrey Bogart nel film che ne farà un’indimenticabile icona del noir, “Solo chi cade può risorgere” di John Cromwell: nel film interpreta una cantante che uccide un reduce di guerra e muore a sua volta in un incidente.
Dopo aver interpretato una bionda irrequieta in “Furia nel deserto” (1947) di Lewis Allen, accanto a Burt Lancaster, con cui recitò anche in “Le vie della città” (1948), tra gli altri numerosi noir che videro protagonista Scott si ricordano “Tragedia a Santa Monica” (1948), “Il gigante di New York” (1949), “La città nera” (1950), “Volto rubato” (1952), “Morti di paura” (1953). Apparve poi nel western, “La campana ha suonato” (1954) e “Amami teneramente” (1957) con Elvis Presley, che di fatto concluse la sua carriera cinematografica. Nel 1972 i suoi fasti di ‘femme fatale’ furono celebrati dal noir “Colpiscono senza pietà” di Mike Hodges con Michael Caine.