Roma, 2 ago (AdnKronos) – E’ stabile il numero di detenuti occupati, alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria o di imprese e cooperative che possono gestire lavorazioni presenti all’interno delle strutture carcerarie: erano 14.550 al 31 dicembre 2014, quattro per cento in più rispetto all’anno precedente, ma con un aumento della percentuale in rapporto ai presenti, che comunque sono diminuiti. Si è infatti passati dal 23,3 per cento su una popolazione carceraria di 62.536 persone del 2013, al 27,1 su 53.630 presenti. Il dato si ricava dall’ultima relazione sull’attuazione delle disposizioni di legge relative al lavoro dei detenuti, trasmessa dal ministero della Giustizia al Parlamento.
La gran parte di detenuti, 10.185, sono impegnati nella gestione quotidiana dell’istituto, con le direzioni che cercano di ridurre l’orario di lavoro pro-capite ed effettuare turnazioni, per mantenere un sufficiente livello occupazionale. “Garantire opportunità lavorative ai detenuti -nota infatti il documento ministeriale- è strategicamente fondamentale, anche per contenere e gestire i disagi, le tensioni che possono caratterizzare la vita penitenziaria”.
Tuttavia “il budget largamente insufficiente assegnato per la remunerazione dei detenuti lavoranti alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, ha condizionato in modo particolare le attività lavorative necessarie per la gestione quotidiana dell’istituto penitenziario (servizi di pulizia, cucina, manutenzione ordinaria del fabbricato), incidendo negativamente sulla qualità della vita all’interno dei penitenziari”.