(AdnKronos) – Allo stesso modo, rilevano i gestori, “nessun intervento correttivo viene previsto e adottato per eliminare quella vera e propria soprattassa che i concessionari impongono sui servizi prestati in autostrada e che, ad esempio, pesa sui prezzi dei carburanti per 18 cent ogni litro venduto all’automobilista, aumentata del 1400% nel giro di sei anni”.
Se i concessionari fossero ricondotti nell’alveo delle regole e della semplice ragionevolezza, esaurendo le loro pretese con i pedaggi che invariabilmente aumentano al primo gennaio di ogni anno, e quindi fosse azzerato il peso delle royalty sui carburanti e razionalizzata la rete, così come chiedono i Gestori, “il prezzo di benzina e gasolio venduti in autostrada potrebbe scenderebbe immediatamente tra i 16 ed i 20 centesimi di euro. E’ di questo che i Ministri dei trasporti e dello sviluppo economico dovrebbero preoccuparsi”.
Ed è approfondendo proprio questi temi, conclude la nota congiunta di Faib, Fegica ed Anisa, “che la categoria intende interessare formalmente, nell’ambito delle rispettive e specifiche responsabilità, la Commissione parlamentare che ha avviato una indagine proprio sulle concessioni autostradali, l’Antitrust, l’Autorità della Regolazione dei Trasporti, la Commissione di Garanzia per lo sciopero nei pubblici servizi essenziali, il Coordinamento dei Presidenti delle Regioni e, infine, la Presidenza del Consiglio dei Ministri”.