Padova, 2 nov. (AdnKronos) – Nella provincia di Padova ci sono 340 impianti di distribuzione carburanti, di cui circa un terzo sono ‘pompe bianche’ e circa un 10% del totale sono chiusi a rotazione per cambio gestione, ristrutturazione o rinuncia del gestore. L’utente ha una vasta gamma di scelta tra i tradizionali marchi delle società petrolifere dette in passato “sette sorelle” e i 34 marchi liberi dette “pompe bianche”.
In questo scenario, spiega la Faib Confesercenti di Padova, il Veneto occupa il primato a livello nazionale per numero di pompe bianche e precisamente 547 nei circa 1800 impianti esistenti; significativo al riguardo ne è l’esempio della Lombardia che, nonostante sia la regione con più numero di impianti, 2817, ha solo 353 pompe bianche.
In questa situazione, capita che il consumatore finale, quello che ogni giorno si trova a girare per le nostre strade in cerca di un impianto, si accorga di alcune discrepanze nei prezzi più o meno evidenti e che tali discrepanze riguardino proprio gli impianti senza marchio, ovvero quelli che definiamo “pompe bianche”, spiega la Faib.