Roma, 9 lug. (AdnKronos) – “La revoca del vitalizio a 10 ex deputati condannati per reati gravi contro la pubblica amministrazione è un atto importante per almeno due motivi”. Lo afferma il deputato di Sel Gianni Melilla, componente dell’Ufficio di Presidenza della Camera.
“Il primo -spiega- è che si riconosce che la funzione parlamentare, da cui deriva il vitalizio, va assolta con ‘disciplina e onore’ sia durante il mandato che dopo, quando si percepisce un vitalizio. E chi non l’ha fatto perde il diritto al vitalizio. Il secondo è che meno dell’1% dei beneficiari del vitalizio parlamentare ha avuto condanne penali che ora ne determinano la revoca”.
“L’esiguità dei numeri testimonia come la stragrande maggioranza dei deputati abbia assolto, e continua ad assolvere, la funzione parlamentare con onestà. Chi invece punta la sua politica solo sulla delegittimazione del Parlamento rifletta sul fatto che oltre il 99% dei beneficiari non rientra nei casi previsti dalla deliberazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera sulla revoca dei vitalizi”, conclude Melilla.