Roma, 25 giu. (Labitalia) – “Da diversi mesi si è aperta una guerra, o meglio un distruttivo accanimento demolitivo, contro l’attuale assetto sistemico, organizzativo e gestionale delle Agenzie fiscali, a cura del Mef, pregno di confusione decisoria e riformista, privo di progettualità e strategicità, che ha ancora una volta penalizzato le Agenzie fiscali stesse”. E’ quanto sottolinea Sebastiano Callipo, segretario generale del Confsal Salfi, il sindacato autonomo dei lavoratori finanziari.
In vista del Consiglio dei ministri di domani e dei provvedimenti riguardanti le Agenzie fiscali, Callipo avverte: “La lenta agonia delle Agenzie fiscali, o meglio l’eutanasia riformista, nel Consiglio dei ministri di domani pomeriggio, dovrebbe vedere una terminalizzazione in un senso, o nell’altro, ovvero con l’approvazione del decreto confezionato dalle Agenzie fiscali, condiviso ieri dalla Funzione Pubblica, oppure con il rigetto, o peggio con la revisione in peius, con la necessità di attivare pubbliche, tempestive, quanto eclatanti reazioni di massa”.
“Sostanzialmente, è nostra opinione che è irresponsabile, da parte del Mef, lasciare le Agenzie in uno stato di grave abbandono, non fornendo risposte e interventi legislativi chiari e celeri”, sottolinea.
“La nostra posizione sulla specificità del lavoro svolto nelle Agenzie fiscali – ricorda Callipo – è da anni nota a tutti, così come risulta agli atti la nostra difesa del modello agenziale e il nostro giudizio sulla spending review autonomamente posta in essere in questi anni dalle Agenzie fiscali e infine l’urgenza che una sana autocritica del management porti alla nascita di un nuovo modello organizzativo, con diversi percorsi di carriera, garantito e premiato da uno specifico sistema di salari accessori”.
E, per il segretario generale della Confsal Salfi, inoltre, “l’accanimento demolitivo del Mef rischia peraltro di azzerare, ove portato a temine, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, lasciando pericolosamente destrutturata l’Agenzia delle Entrate; entrambe, comunque, vittime di accorpamenti più nefasti che illuminati”.
Una situazione che, osserva, “imporrebbe, a mio parere, non solo celeri interventi di tutte le confederazioni sindacali, ma anche una presa di posizione unitaria di tutte le organizzazioni di categoria, a difesa del futuro del lavoro delle Agenzie fiscali, che quest’anno rischia di non produrre gli effetti economici e finanziari, attesi dal governo, unitamente a incisive reazioni del personale dirigente e non, oggi oggettivamente sfruttato e sotto pagato, e lasciato alla mercè di innumerevoli responsabilità amministrative e contabili”.