(AdnKronos) – Intanto la Lombardia ha aumentato le superfici del 13,4 per cento rispetto allo scorso anno, passando da 7.128,6 a quasi 8.087 ettari. Le province più “pomodorifere” sono Mantova con il 50,7% dei terreni (4.097,8 ettari), Cremona con il 26,5% (2.147 ettari) e Pavia con l’11,6% (941 ettari), a seguire Brescia con il 6,5% (527,7 ettari), Lodi con il 3,3% (264,5 ettari) e Milano con l’1,3% (102 ettari). Dal punto di vista dell’incremento delle superfici a pomodoro – spiega la Coldiretti Lombardia – i valori maggiori si registrano a Lodi con un +58,5% e Brescia con un +47,3%. Mantova ha aumentato di quasi il 14% e Cremona di quasi il 7%.
Quest’anno – spiega Coldiretti Lombardia –il prezzo ai produttori dovrebbe attestarsi fra i 92 e i 93 euro a tonnellata, a seconda dei volumi ritirati a fine campagna la netto degli scarti e a seconda dell’andamento del mercato e della concorrenza internazionale dove California e Cina la fanno da padrone con circa 19 milioni di tonnellate, mentre nel bacino del Mediterraneo gli italiani se la giocano con i 2,7 milioni di tonnellate della Spagna, il milione e 400 mila del Portogallo e i due milioni e mezzo della Turchia.
“Il pomodoro – conclude Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – è una produzione di punta della nostra regione e del nord Italia e racconta molto bene il nostro Paese e la nostra cultura gastronomica. Per questo nel Padiglione di Coldiretti a Expo insieme al Consorzio Casalasco abbiamo scelto di dedicargli uno spazio specifico nel quale raccontiamo non solo le coltivazioni ma anche i prodotti lavorati e il loro viaggio nel mondo”. La Pomì, ad esempio, la salsa che nasce dai pomodori degli agricoltori del Consorzio Casalasco nel quadrilatero compreso fra Cremona, Mantova, Parma e Piacenza – spiega Coldiretti Lombardia – viene consumata ai quattro angoli del pianeta: negli Stati Uniti, in Russia, in Europa (Germania e Austria in testa), in Giappone, in Australia e anche negli Emirati Arabi.