Milano, 10 set. (AdnKronos) – Se non bastavano i dati sulla produzione industriale e sull’andamento del pil, diminuito dell’1,9% nel secondo trimestre, adesso è arrivato anche il downgrade di Standard & Poor’s a decretare la profonda crisi economica che il Brasile sta vivendo. L’agenzia di rating ha declassato a spazzatura il rating dei titoli di Stato del Paese, che passa a BB+ da BBB- con outlook negativo, dettaglio che non esclude un ulteriore downgrade del rating.
L’Italia è tra i principali investitori nel paese e, si legge in una scheda della Sace, al momento risultano 520 imprese locali controllate da aziende italiane, la metà attive nel settore manifatturiero. Nel 2014, l’interscambio commerciale ha registrato un surplus di 1,6 miliardi a favore dell’Italia. Tra i grandi nomi che operano nel paese ci sono Fca, Pirelli, Telecom Italia, Campari, Ferrero, ma nel Paese hanno forti interessi anche Tenaris, Enel, Saipem e Sogefi.
In Borsa, in una seduta di realizzi, il declassamento ha pesato su alcuni titoli di questo gruppo di società. Tenaris è la peggiore (-3,08%), Telecom Italia è negativa dall’avvio e cede l’1,93%, Enel segna -1,92%, Enel Gp -0,7%. Pirelli è debole (+0,07%), mentre Campari avanza dello 0,29%. Sogefi cede l’1,42%, Cnh Industrial il 2,86% e Fca l’1,30%.