Home Nazionale Banche: Bankitalia, servono governance adeguata e forte presidio rischi (2)

Banche: Bankitalia, servono governance adeguata e forte presidio rischi (2)

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(AdnKronos) – Il Meccanismo di Vigilanza Unico, sottolinea il Capo del Dipartimento di Vigilanza Bancaria e Finanziaria di Banca d’Italia, “è un sistema pensato per funzionare come una ‘rete’ al servizio di obiettivi comuni: assicurare la solidità del sistema bancario, favorirne l’integrazione, salvaguardare la stabilità finanziaria nell’area dell’Euro. La concreta realizzazione di tale disegno smentisce nei fatti quanti continuano ad affermare, con superficialità, che la Vigilanza sia migrata da Roma a Francoforte, lasciando priva di contenuti l’azione dell’autorità nazionale”.
Dal primo gennaio 2016 sarà operativo il Meccanismo di Risoluzione Unico (Mru), secondo pilastro dell’Unione Bancaria. La responsabilità per la gestione delle crisi bancarie, rileva Barbagallo, “sarà condivisa tra gli stessi paesi aderenti al Meccanismo di Vigilanza Unico, con gli espliciti obiettivi di contenere i rischi di contagio, ridurre i costi per i contribuenti, minimizzare l’impatto delle crisi bancarie sull’economia reale”. Gli interventi, sottolinea, “verranno finanziati dal Fondo Unico di Risoluzione che è alimentato dai contributi versati dalle banche. La disciplina per la risoluzione e il risanamento delle banche è definita dalla Direttiva, che avrebbe dovuto essere recepita in Italia entro la fine dello scorso anno. La principale novità del quadro regolatorio è lo strumento del bail-in, che sarà anch’esso attivo dal 2016″.
Il processo decisionale del Meccanismo di Risoluzione, sottolinea, ” è complesso; è essenziale continuare a lavorare per semplificarlo e velocizzarlo. Andrà verificata l’adeguatezza delle risorse a disposizione del fondo, la cui capacità di intervento è decisiva per rescindere il legame tra finanze pubbliche e bilanci bancari”. La direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi, da recepire entro la metà del 2015, “è un pilastro importante: il compromesso politico raggiunto prevede che ci si limiti ad armonizzare i livelli di tutela offerti dai fondi nazionali e le loro modalità di intervento in caso di crisi”.