Home Nazionale Azzollini: Li Gotti, da Renzi frase infelice ma no arresto prerogativa Camere

Azzollini: Li Gotti, da Renzi frase infelice ma no arresto prerogativa Camere

0

Roma, 1 ago. (AdnKronos) – I senatori non sono passacarte? “Renzi ha usato un’espressione infelice, ma, nei fatti, il Parlamento ha la facoltà di accogliere o respingere le richieste di arresto, è una prerogativa che rientra nelle facoltà delle Camere. Altrimenti ci sarebbe un automatismo e non ci sarebbe alcun bisogno di un’autorizzazione. Se il premier avesse detto che il Parlamento ha le sue prerogative, avrebbe detto la stessa cosa evitando polemiche. Tutto qui. Io su quanto avvenuto sul caso Azzollini non vedo davvero nulla di strano”. Lo dice all’Adnkronos Luigi li Gotti, avvocato ed ex senatore dell’Idv.
“Le autorizzazioni prima si concedevano solo per atti violenti e di sangue – ricorda Li Gotti, che della Giunta per le autorizzazioni è stato a lungo vicepresidente – per tutto il resto si votava no per principio. Da qualche anno è cambiato il vento, anche perché si deve consentire alla magistratura di poter fare il suo lavoro. L’unico elemento che si deve valutare è l’eventuale sussistenza di fumus persecutionis”.
E se, nel caso Azzollini, la Giunta aveva sostenuto che non vi era alcuna presunta persecuzione in atto, l’Aula del Senato ha ritenuto il contrario. “Ma ci sono parecchi precedenti: la giunta vota in un modo, l’Aula nel segno opposto – rimarca Li Gotti – ci sono casi anche recenti. Dopotutto, se ogni volta che la magistratura chiede l’arresto il Parlamento dovesse dire sì ci sarebbe un automatismo, che non è previsto dalla Costituzione. Diversamente, non avremmo bisogno di una norma ad hoc e della conseguente autorizzazione. Il Parlamento esercita una sua prerogativa, nulla di strano sotto il sole”.