Roma, 20 gen. (AdnKronos) – “C’è stata superficialità, ora nessuno si dimentica di aggiornare il ‘whereabout’. Le cose vanno prese seriamente, è un mestiere e si fa in modo professionale per tutto quello che lo riguarda”. L’azzurra del salto in alto Alessia Trost si esprime così sul caso dei 65 atleti che violarono i regolamenti sulla reperibilità. Sulla vicenda indaga la procura antidoping del Coni, che ha già disposto le prime audizioni di 10 atleti. “E’ una questione complicata sulla quale ognuno ha opinioni personali, ma ce ne facciamo poco -aggiunge la Trost a margine della presentazione del team Young Italy UnipolSai-. Non saremo noi a decidere, vedremo. Dispiace se li squalificano? Sì perché sono degli amici, ci alleniamo e gareggiamo insieme vivendo emozioni . Mi dispiacerebbe molto”.
La Trost non si sottrae poi a una riflessione sul caso della pattinatrice Carolina Kostner, squalificata un anno e 4 mesi per ‘complicità’ nella vicenda che ha coinvolto il suo ex fidanzato Alex Schwazer: “E’ difficile da sportivo pensare di non poter gareggiare per motivi non strettamente legati alla tua attività, penso sia difficile da accettare. Un atleta cerca di fare il proprio lavoro, poi quando si trova ad unire vita personale e lavoro il confine si sposta facilmente. E’ una questione molto delicata”.