(AdnKronos) – “Ho sempre voluto onorare la maglia azzurra -prosegue il quasi 39enne triplista delle Fiamme Gialle, campione europeo ad Helsinki 2012- e la scelta difficile che ho fatto va proprio in questa direzione: è vero che il mondo ora si è spostato un metro avanti, ma io so a quali valori tecnici posso ancora esprimermi, e non voglio che l’Italia schieri a Pechino la mia controfigura”.
“La parola ‘rinuncia’ non fa parte del mio vocabolario, eppure a volte bisogna sapersi ascoltare e scegliere per il meglio. Sono un combattente nato e credetemi sarà molto dura rimanere a casa, ma lunedì scorso mi sono sottoposto ad una risonanza ad entrambe le caviglie e sono emersi i soliti problemi ai tendini che, purtroppo, ormai fanno parte della mia storia di atleta. In testa e nel cuore ho il pensiero del 2016, l’anno che potrebbe valere la quinta Olimpiade della mia carriera. Non posso non pensarci. Da capitano ‘in pectore’, lasciatemi dare un abbraccio e fare un grosso in bocca al lupo a tutti i miei compagni”, conclude Donato.