Home Attualità Artigiani Bolzano: per pmi più di 1 nuova complicazione a settimana

Artigiani Bolzano: per pmi più di 1 nuova complicazione a settimana

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Bolzano, 14 lug. (Labitalia) – Continue novità fiscali spesso inutili, ripetitive e insensate. Più di una nuova complicazione normativa a settimana per le piccole e medie imprese. Una burocrazia capace unicamente di creare ostacoli a ripetizione. Il tutto senza dimenticare una percentuale di provvedimenti nell’interesse delle pmi inferiore al 50% e una pressione fiscale nettamente superiore al resto d’Europa. Questo il quadro che emerge da uno studio promosso da Confartigianato Bolzano.
E proprio dagli artigiani di Bolzano arriva il monito: “Speriamo che quando si deciderà finalmente di passare dalle parole ai fatti la situazione non sia divenuta ormai insanabile”, ha commentato con amarezza il presidente di lvh.apa, Gert Lanz.
Se concetti come semplificazione normativa o sburocratizzazione sono ormai da tempo sulla bocca di tutti, quantomeno in ambito fiscale le cose paiono procedere nel verso radicalmente opposto. Proprio il report di Confartigianato, infatti, ha mostrato come nei 2.429 giorni intercorsi tra l’inizio della scorsa legislatura e il 31 dicembre 2014 siano state emanate addirittura 752 nuove norme, delle quali ben 468 utili per complicare ancor di più la vita alle imprese e ai cittadini.
“Di fatto – ha affermato con grande rammarico Gert Lanz – stiamo parlando di oltre una nuova complicazione a settimana e di una burocrazia infernale, capace solo di produrre ostacoli per chi vuole lavorare. L’aspetto più inquietante è rappresentato proprio da tale giungla burocratica e normativa, nella quale all’eliminazione di una norma fiscale corrisponde la produzione di 4,7 nuove disposizioni. Di fatto, un circolo vizioso dal quale è impossibile uscire senza una svolta concreta e nel quale, aspetto ancor più beffardo, i provvedimenti d’interesse delle pmi non arrivano nemmeno al 50%”.
Una serie di dati su cui riflettere, insomma, e che vengono resi ancor più drammatici dall’elevatissima pressione fiscale tuttora esistente nel nostro Paese. Sempre in base allo studio di Confartigianato, è emerso che in Italia la pressione fiscale supera di 1,8 punti il valore medio dell’area euro, con una spesa superiore alla media vicina ai 30 miliardi.
“Di fatto ogni cittadino italiano, neonati compresi, deve fare i conti con un carico di tasse supplementare pari a 476 euro. E’ davvero semplice comprendere come in ambito fiscale la situazione continui ad essere insostenibile all’interno del nostro Paese. Ora serve farlo comprendere ai nostri politici, sperando che quando si passerà finalmente dalle parole ai fatti la falla sulla nostra barca non ci abbia già fatti affondare nel mare in tempesta”, ha concluso Lanz.