Milano, 8 set. (Labitalia) – Una Carta mondiale dei principi che pone limiti etici alla ricerca agronomica per ridurre la pressione dell’uomo sull’ambiente e misurare il livello di benessere della Terra nel corso del tempo. E’ quanto sarà redatto dalla World Association of Agronomists, l’associazione che raccoglie oltre 380mila agronomi in tutto il mondo, in occasione del VI Congresso mondiale degli agronomi in programma a Expo Milano dal 14 al 18 settembre e dal titolo ‘Cibo e identità’.
La Carta dell’agronomo è il documento che sarà consegnato nella mani del ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, come contributo tecnico e professionale alla Carta di Milano, a conclusione della cinque giorni all’interno dell’Esposizione Universale, con lo svolgimento di 48 tavoli di lavoro e il coinvolgimento di 48 tra Paesi e partecipanti ufficiali di Expo.
“L’obiettivo finale – spiega Andrea Sisti, presidente del Conaf (Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali) e participant director Waa – è formulare una Carta dei principi della governance (pianificazione, progettazione e monitoraggio) della ‘Fattoria Globale’ utile per il confronto professionale e scientifico, ma soprattutto utile alle comunità locali e ai cittadini consumatori del mondo”.
I lavori del VI Congresso mondiale si svolgeranno sotto il coordinamento del Comitato accademico internazionale per il programma. Il congresso si articola in cinque giornate: nella prima verrà presentato il manifesto del VI Congresso; nella seconda, le relazioni delle autorità, degli specialisti e dei coordinatori delle sei sessioni. Per ogni sessione sono stati individuati sei coordinatori che avranno il compito di redigere la Carta dell’agronomo mondiale da portare all’approvazione dell’Assemblea dell’Amia.
Nella terza giornata, le sei sessioni articolate ciascuna per otto tavoli verranno associate a 48 Paesi partecipanti ad Expo che hanno trattato temi similari. Ogni tavolo di lavoro, con delegazioni e ospiti, sarà costituito da un coordinatore, da un rappresentante Waa, da un rapporteur, da ospiti nazionali, internazionali e agronomi iscritti al Congresso per un massimo di 15-18 partecipanti.
La quarta giornata prevede la redazione della Carta mondiale dell’agronomo, mentre per gli altri partecipanti le visite guidate ai padiglioni Expo attraverso i volontari agronomi. Nel pomeriggio, seguirà l’assemblea Waa con l’approvazione della Carta e l’elezione del nuovo presidente mondiale.
La giornata conclusiva coinciderà anche con il National Day in Expo dell’Associazione mondiale degli agronomi. In questa giornata verrà presentata la Carta dell’agronomo mondiale e verrà sottoscritta la Carta di Milano.
“Quello che si sta per aprire – spiega Rosanna Zari, vicepresidente Conaf e communication manager Waa – sarà un congresso con numeri record per la nostra categoria: raggiungeremo, infatti, gli 800 partecipanti provenienti da ogni parte del mondo con particolare riferimento all’Europa e al Sud America. Così come è straordinaria l’adesione da parte dei 48 Paesi di Expo al nostro progetto che consentirà, nei cinque giorni, di avviare un confronto fondamentale su temi di interesse per il Pianeta”.
Per quanto riguarda i temi delle sessioni di lavoro, si parlerà di ‘Biodiversità e miglioramento genetico’: “La biodiversità e il miglioramento genetico – spiegano gli agronomi – rappresentano l’indicatore per la misura della complessità ecosistemica di una fattoria. Misurano le criticità della semplificazione dei processi produttivi, della monospecificità delle scelte agronomiche, dell’uso delle risorse genetiche modificate”.
Altro tema sarà quello della ‘Sostenibilità e produttività’: “La sostenibilità e la produttività – proseguono gli agronomi – rappresentano l’indicatore dell’efficienza dell’uso delle risorse naturali e antropiche di una fattoria. La valutazione dell’efficienza si basa sulla contabilizzazione della produzione in rapporto al consumo di risorse”. Poi, ‘Sviluppo e identità locale’: “Lo sviluppo e l’identità locale – sottolineano – rappresentano l’indicatore dell’organizzazione territoriale dei processi produttivi. La rilevanza delle modifiche antropiche determina la riconoscibilità paesaggistica, la perdita di suolo, le relazioni di comunità”.
Ancora, al centro dei lavori ‘Alimentazione e scarti alimentari’: “Il rapporto tra quanto prodotto e quanto utilizzato a scopi alimentari – osservano – rappresenta l’indicatore dell’efficienza produttiva della fattoria. Infatti, la bontà della filiera agroalimentare si valuta rispetto al rapporto produzione-consumo riferito ai diversi ambiti culturali”. Ma anche ‘Cambiamenti climatici e territori di produzione’: “L’adattabilità delle colture all’ambiente di produzione – dicono – è l’indicatore dell’efficienza dei territori di produzione ai cambiamenti climatici. La resilienza delle colture ai cambiamenti climatici rappresenta la capacità di perpetuazione della produzione agricola”.
‘Cultura progettuale e responsabilità sociale’ è l’ultima tematica: “Senza la cultura progettuale dell’agronomo e l’assunzione di un elevato grado di responsabilità sociale nelle sue scelte – avvertono – non si promuove lo sviluppo sostenibile: le buone pratiche professionali, l’applicazione di nuove tecnologie, la definizione di standard professionali sono risposte concrete al miglioramento del sistema produttivo a livello globale”.
Gli agronomi hanno voluto sviluppare questi grandi temi di discussione nel contesto del Padiglione della Fattoria Globale 2.0 (pad. 142) per evidenziare le migliori pratiche, ma soprattutto la comparazione nei diversi contesti territoriali dei flussi di innovazione e del loro trasferimento, le modalità di produzione di cibo in relazione al proprio territorio per verificare nel contempo la crescita sostenibile delle comunità locali.
Il ruolo dell’agronomo e della sua professione appare determinante nella costruzione di questa rete. Sono stati trattati i temi, quindi, sia dal punto di vista scientifico ma soprattutto dal punto di vista professionale, con particolare riferimento all’aspetto reale della produzione di cibo e dei modelli organizzativi aziendali.
Nel mondo, operano 380mila agronomi. Il loro ruolo è quello di progettare il cibo, assistere le aziende sulla sicurezza alimentare e ambientale, organizzare il lavoro agricolo in modo da assicurare la disponibilità delle risorse nel tempo. Dunque, si tratta di una figura professionale chiave per garantire il nutrimento del Pianeta. Per questo, l’Associazione mondiale degli agronomi, attraverso il Conaf, è presente a Expo Milano 2015 come esponente della società civile.